Il voto di scambio utile? Scambiamo il votante ignorante con il votante consapevole

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di Luca Cappellini – Se l’elettore corrotto è disinibito nel dichiarare pubblicamente che per lui non si tratta di un reato il voto di scambio, chi ci vieta di sottolineare che chi vende la propria preferenza per un pacco alimentare è un ignorante ?
Leggendo le notizie sulle modalità della compravendita dei voti, in una prima fase ci ha quasi sfiorato l’idea che la povertà e il disagio sociale possano avere una parziale giustificazione per queste pratiche contrarie alla democrazia..


Le cifre offerte sono ridicole. Dai 30 ai 50 euro per una foto che dimostri di aver scritto il nome del candidato sulla scheda elettorale. Una bombola di gas, un biglietto per la partita di calcio per domenica prossima, un pacco alimentare possono veramente giustificare il bisogno personale rispetto all’interesse pubblico?


Chiediamo ai diretti interessati: gli elettori coinvolti nel voto di scambio sembra non siano consapevoli che si tratti di un reato. Attraverso vari esempi, testimonianze e inchieste giornalistiche certificano che il voto di scambio è percepito come una pratica normale e accettabile. In una recente inchiesta a Cosenza è emerso che molti cittadini considerano il voto di scambio non come un reato, ma come un “peccato veniale” o addirittura un atto di generosità da parte dei politici verso i bisognosi. In un’altra indagine a Bari, diversi elettori hanno ammesso di aver accettato denaro o favori in cambio del loro voto senza comprendere appieno le implicazioni legali. In troppi hanno dichiarato di non sapere che accettare soldi in cambio del voto fosse un reato.

Lo scambio è visto come un aiuto economico in un momento di bisogno. Sono numerose le interviste condotte durante le elezioni comunali che hanno rivelato che gli elettori che partecipano al voto di scambio molto spesso non sono informati sui dettagli legali. Alcuni elettori hanno ammesso che consideravano normale accettare favori, promesse di lavoro o anche solo qualche banconota da parte dei candidati in cambio del voto, senza rendersi minimamente conto delle conseguenze legali.

Intervistatore: “Lei ha mai ricevuto offerte in cambio del suo voto?”
Elettore 1: “Sì, a volte i candidati ci offrono beni alimentari o piccoli compensi. È una cosa normale qui.”
Intervistatore: “Sa che questo tipo di scambio è considerato un reato?”
Elettore 2: “Non lo sapevo. Qui tutti lo fanno, pensavo fosse solo un modo per aiutare chi ha bisogno.”
Intervistatore: “Pensa che questo sia legale?”
Elettore 3: “Non ne sono sicuro, ma se lo fanno così apertamente, immagino che non ci siano problemi legali.”
Intervistatore: “Sa che accettare tali offerte è illegale?”
Elettore 4: “Non lo sapevo. Pensavo fosse solo un modo per aiutare chi ha bisogno durante le elezioni.”

Solo alcuni esempi che dimostrano come la mancanza di consapevolezza riguardo alla legalità del voto di scambio possa essere diffusa tra diversi segmenti della popolazione.


Dare dell’ignorante a questi elettori potrebbe sembrare deplorevole. Ma nell’interesse proprio di quell’elettore, che accetta per pochi euro di barrare un simbolo a caso, se evidenziassimo l’importanza di una maggiore educazione civica, di un’informazione pubblica di maggiore qualità, dell’insegnamento delle norme sociali e dei reati elettorali che comportano certi atteggiamenti, valutati oggi normali e accettabili, potremmo dimostrare che con un voto consapevole e informato, potrebbe essere eletto il miglior candidato che grazie alla preparazione e la competenza farà l’interesse dell’elettore, garantendogli che alla prossima tornata elettorale non avrà bisogno di un pacco di pasta per entrare nell’urna.


L’Epistocrazia può essere applicata con vari sistemi elettorali, molte filosofie possono sembrare più o meno applicabili. Selezione dei candidati con test attitudinali, iscrizione all’albo del buon amministratore pubblico, sorteggio degli eletti, test per elettori e vincoli nel fornirgli le promesse (quelle irrealizzabili).


Fermiamoci. Partiamo dalle basi. Se a chi mette una “X” per qualche prodotto ortofrutticolo, senza neppure sapere che si tratti di un reato, dimostreremo che avrà maggiori vantaggi con un voto consapevole, l’Epistocrazia potrà avere il grande merito di aver partecipato al voto di scambio: barattando l’ignoranza con la competenza.
Epistocrazia Subito !

Luca Cappellini

Warehouse Stock Manager in azienda leader delle Grande Distribuzione Organizzata. Bibliomane appassionato e quando i quattro figli lo permettono si dedica all’arte della navigazione a vela e al violento gioco degli scacchi. La parola usata più di frequente è “pragmatismo”.

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