IL POTERE APPARTIENE AL POPOLO. MA COME?

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di Giuseppe Bellissimo – Vuoi che il potere politico venga affidato a persone incompetenti e impreparate?
Pensaci bene, la tua risposta e il resto di questo articolo potrebbero cambiare definitivamente il tuo modo di interpretare la politica e il dogma della democrazia.
In Italia, come in tutte le democrazie moderne, il potere appartiene al popolo – art.1 “…La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” – è quindi questo popolo competente e preparato?
I cittadini italiani sono adeguatamente informati sull’attualità (che esuli dai ferragnez o della partita della domenica)?
No, lo dimostrano i fatti.
La qualità della nostra informazione decresce ogni anno, i giornali di carta non si vendono più, i giornali online campano quasi esclusivamente con i clikbait facendo a gara a chi spara i titoli più insulsi, adeguandosi alla richiesta dell’utente medio. L’analfabetismo funzionale colpisce oltre il 50% dei cittadini, il dibattito politico è diventato solo tifo da stadio.
I cittadini italiani sono competenti in politica?
No, e lo dimostrano i fatti.


Da studi effettuati nel corso degli ultimi anni oltre il 60% dei cittadini decide chi votare il giorno stesso delle elezioni, gli italiani (e non solo) non conoscono i principi base di funzionamento del nostro stato, non sanno quali sono i principali compiti del Presidente della Repubblica o del Parlamento, non conoscono le più importanti misure messe in atto dall’attuale governo o dai precedenti, cosi come non conoscono gran parte della storia della nostra repubblica.

Durante i primi 50/60 anni della Repubblica questo compito era affidato ai partiti e alle loro relative sedi locali, come immaginato e messo in atto dai padri costituenti, oggi a chi compete questo dovere importantissimo? Al vuoto cosmico!


Siete ancora convinti che il potere debba essere affidato al popolo?
Secondo l’idea epistocratica, che incentra la propria azione sul peccato originale della democrazia, il potere deve rimanere nelle mani del popolo, ma di un popolo composto da cittadini competenti e informati, cittadini volenterosi che interpretano il voto come un diritto ma soprattutto come un dovere. Il voto non può essere un atto di fede o un gesto verso il più simpatico.


Oggi i partiti non assolvono più al compito di formazione della cittadinanza, qualcuno dovrà pur occuparsene. Secondo epistocrazia deve essere lo stato ad assolvere questo compito assolutamente determinante, corsi di educazione civica nelle scuole, ma soprattutto per gli adulti. Non possiamo più pensare che in questo mondo così complesso la formazione del cittadino si fermi alla scuola, dobbiamo andare oltre.


Epistocrazia sarà l’erede della moderna democrazia, se così non sarà prepariamo la prossima generazione a vivere in un’autocrazia elettiva.ù

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Giuseppe Bellissimo

Sales manager in ambito assicurativo. Assessore del comune di Oleggio con delega al bilancio e agricoltura. Appassionato di filosofia, storia e politica. Libro preferito “il maestro e margherita”. Ho due cani e due gatti

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